FIRENZE – Hanno dedicato loro un’area speciale al Pitti, che ha appena chiuso i battenti, dopo cinque giorni di eventi e appuntamenti. Dieci i designer selezionati dal più attivo incubatore cinese della moda, Labelhood. All’Arena Strozzi ha debuttato “China Energy”, fucina dei nuovi talenti che vengono dalla via della seta.

Dai volumi oversize e destrutturati di Attempt (al secolo Lian Dong) all’esplorazione dei confini maschile femminile di Danshan, dal Fabric Porn di Chenxi Ziao che vuole tornare ai canoni estetici della sua tradizione alla semplicità mai banale di Ffixxed Studios, che propone eclettismo e fluidità in abiti comodi e funzionali.

E poi Pcycl, alla sua terza collezione, in un approccio tutto green, che fa da contrappeso ai sei studenti di Shenzen che vogliono rivoluzionare la cultura urbana cinese, con uno sguardo al luxury proposto dall’artista concettuale Song Ta, che propone “opere da indossare”.

Per l’outdoor c’è Trickoo con giacche, piumini,impermeabili con un’anima tenconolgica, mentre al romantico pensa Umamiism che va dai parka al denim, dalla maglieria imbottita ai patchwork, per finire con Untitlab, la piattaforma creativa dedicata alle scarpe e agli accessori, con boots e sneaker che segnano il passo della nuova generazione che dall’Oriente ha deciso di conquistare (anche) i mercati creativi.

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