LUGANO – Si sono aperti questa mattina i battenti della Fashion Innovation Week 2019. L’imponente struttura del LAC – Lugano Arte e Cultura ha ospitato migliaia di innovatori della moda provenienti da tutto il mondo. Ad accoglierli, il sindaco Marco Borradori e il direttore del Dipartimento Finanze ed Economia Christian Vita, affiancati dal presidente di Netcomm Suisse Carlo Terreni, patron dell’iniziativa.

Ricchissimo il programma, con seminari, “talk” e tavole rotonde organizzate in parallelo su quattro sale. Si discute non solo di e-commerce e trasformazione digitale delle aziende con intelligenza artificiale e machine learning, ma anche di investimenti sostenibili e di economia circolare, perché è nella coniugazione di tecnologia, sostenibilità e dimensione umana che si può scrivere, tutti insieme, il futuro.

Proprio su questi temi si sono concentrati i lavori del pomeriggio, ancora in corso in questo momento. Spiegando come la sostenibilità possa diventare il motore di cambiamenti significativi di lungo periodo, Anna Maria Rugarli di VF Corporation ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento di manager e lavoratori nella promozione di nuovi stili di vita, salutari per l’ambiente e per loro stessi, che le aziende possono favorire innovando materiali e processi produttivi.

Dal canto suo Alexander Holst di Accenture ha denunciato, dati alla mano, il peso dell’impatto della filiera sull’ecosistema, con il 73% dei prodotti che ancora oggi al termine dell’utilizzo viene buttato in discarica, mentre nemmeno l’uno per cento viene riciclato. E se pensiamo poi che “il 35% delle microplastiche presenti negli Oceani deriva dalla produzione tessile”…

Ma la domanda di sostenibilità “non è un vezzo da hipster”, se è vero che oltre il 70% dei consumatori si dice disposto a cambiare brand con un’altro di pari qualità se quest’ultimo sostiene una buona causa. Il “circular fashion”, dunque, è qualcosa di più di una “moda passeggera”. In tale ottica, l’innovazione digitale può davvero aiutare le imprese a raggiungere obiettivi vantaggiosi per il Pianeta… E per i loro stessi bilanci, con “500 miliardi generabili da riciclo e riuso”, tanto per capirci.

Carlo Terreni insieme ad Anna Maria Rugarli di VF Corporation

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