FIRENZE – Con oltre 1200 marchi esposti, di cui il 45% esteri, distribuiti su una superficie di 60.000 metri quadrati, calpestati da quasi 40.000 visitatori, si chiude oggi a Firenze l’edizione di esordio del nuovo decennio di Pitti Immagine Uomo.

Come è messo il settore della moda maschile in Italia? Tracciamo un primo bilancio, aiutandoci con i dati diffusi in questi giorni. Il Centro Studi di Confindustria Moda ci rivela un preconsuntivo 2019 molto positivo. In crescita del 4% infatti il fatturato, che si attesta a 9,9 miliardi di euro, pari al 18% dell’intera filiera del tessile-moda nazionale.

L’export resta il traino del settore (circa il 70% del totale), con un incremento generale del 7,8% rispetto all’anno precedente. D’altro canto, anche le importazioni registrano un trend positivo, di oltre il 7%, per un totale di 4,6 miliardi di euro. La produzione è allo stesso modo in salita, di 1,9 punti percentuali.

Quali sono i mercati in crescita? Principalmente la Gran Bretagna (+23,3%), la Svizzera (+20,6%), Austria (19,5%), Belgio (19,5%), Giappone (+18,2%), Cina (+13,9%) e Stati Uniti (10,2%), seguiti in lontananza da Francia (+9,3%), Canada (+8,8%), Germania (5,5%), mentre la Russia sembra volgere altrove il proprio interesse, con una flessione pari al -5,4 per cento.

Per quanto riguarda la distribuzione, il dettaglio indipendente conferma il trend in discesa, con una flessione del -5,7%), galleggiando al 26,4% del mercato, mentre le catene monomarca e in franchising al contrario crescono del 4,5% quasi toccando il 40% del mercato.

A picco il sell-out intermediato nella grande distribuzione, specialmente per quanto riguarda le grandi superfici (-20,6%) e i grandi magazzini (-4,1 per cento). Male anche per le vendite sui canali digitali, che si riducono del -9,6%, certificando una contrazione dell’e-commerce che interessa praticamente tutte le linee maschili.

Qual è il sentiment dei produttori italiani nell’attuale contesto congiunturale? Sempre secondo Confindustria, che ha sondato un campione di PMI del settore, il 20% teme un peggioramento, di contro a un 80% che spera in una relativa stabilità. In ogni modo, gli ordinativi dall’estero non sembrano mancare (+5,2%), mentre quelli interni risultano in sensibile flessione (-2 per cento).

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